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SUMMARY:Progettare la memoria: strategie del digitale
DESCRIPTION:Salerno\, 12-13 dicembre 2019 \nComune di Salerno – Salone dei Marmi  \nIl Convegno Progettare la memoria: strategie del digitale inaugura il ciclo di eventi volto a ricostruire la complessa trama teorica da cui scaturirono sia le tre Rassegne d’Arte Internazionale di Amalfi (Aspetti del Ritorno alle cose stesse\, 1966; L’impatto percettivo\, 1967; Arte povera più azioni povere\, 1968) sia la casa editrice Rumma Editore. \nIntento del Convegno è mostrare come le pratiche del digitale consentano di rendere attiva ed efficace\, fino a farne un investimento di futuro\, la memoria di quel laboratorio di pensiero che\, fra gli anni Sessanta e Settanta\, fu a Salerno il gruppo di giovani intellettuali (Menna\, Trimarco\, Bonito Oliva\, Sanguineti) raccolti intorno a Marcello Rumma. \nFu dal loro pensare insieme che nacquero le Rassegne amalfitane e\, poi\, la Casa editrice Rumma.  E se questo fu il modo di stare dentro le inquietudini\, i fermenti\, l’ansia di nuovo dell’epoca\, stare dentro significò sperimentare nuovi linguaggi e nuove pratiche teoriche\, significò provocare inediti incroci e contaminazioni fra l’arte\, la filosofia\, il cinema\, il teatro\, la letteratura. Ma non solo di questo si trattò giacché ricerca e sperimentazione furono contemporaneamente un modo di fare imprenditoria\, di mostrare la produttività della cultura – è ciò che l’attività di Marcello Rumma mostrò in maniera esemplare – e come questa mettesse in moto processi che ridisegnavano la fisionomia del territorio divenendo qualità del suo abitarlo. \nDi tale esperienza il Convegno non vuole essere la rievocazione o la celebrazione\, piuttosto esso si propone di ripensarne criticamente gli effetti e\, attraverso un ricorso meditato al digitale\, far rimbalzare nell’attualità la complessità della sua progettualità per poi rinvestirla in un agire capace di aprire nuovi scenari d’indagine e ricerca. \nIl Convegno\, diviso in due sezioni\, intende rispondere a tale esigenza attivando più linee di riflessione fra loro profondamente connesse: \n\nripensare l’intuizione progettuale del laboratorio Salerno e come ne scaturirono sia le tre Rassegne d’Arte Internazionale di Amalfi (Aspetti del Ritorno alle cose stesse\, 1966; L’impatto percettivo\, 1967; Arte povera più azioni povere\, 1968) sia la casa editrice Rumma Editore; discutere l’influenza ed esplorare l’eredità di tali eventi nella narrazione dell’arte italiana a livello nazionale e internazionale;\nriflettere su come con il digitale sia radicalmente ripensata l’idea di memoria e a quali conseguenze conduca il suo convertirsi in una spazialità multipla e mista in cui saperi\, linguaggi\, tempi diversi divengono con-temporanei e\, come tali\, spinti a un gioco – il digitale detta le regole del gioco stesso – che\, nel suo continuo attivarsi\, libera energie compresse\, possibilità inespresse\, frammenti di storie rimasti silenti. Se in virtù del gioco i contenuti della memoria sono ri-significati\, lo è anche lo spazio in cui irrompono ed è irruzione che non solo ri-configura e ri-significa lo spazio\, ma\, nel farlo\, produce imprevedibili e mobili effetti di nuovo pensiero. Un pensiero del molteplice.\n\nLa ricerca alla base del progetto del Convegno è collegata a un’attività di catalogazione\, digitalizzazione e studio dei materiali dell’Archivio Rumma\, che il Convegno intende promuovere\, condividere e divulgare attraverso un confronto sulle metodologie disponibili nel settore della tutela e valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale\, favorendo un’’implementazione consapevole e critica dell’utilizzo delle più avanzate tecnologie digitali nelle attività di ricerca\, sia teoriche che applicate\, inerenti ai beni culturali e archivistici contemporanei. \nScarica qui il programma di Progettare la Memoria \n \nBernard Stiegler \nDirettore dell’IRI-Institut de Recherche et d’Innovation – Centre Georges-Pompidou\, Parigi \nFilosofo della scuola francese di Deleuze e Guattari\, tra le voci più interessanti e brillanti del pensiero contemporaneo. È uno dei filosofi più attenti alle trasformazioni della società contemporanea\, nonché tra i più attivi all’interno del dibattito teorico e politico sui media e sulle tecnologie digitali. Con la serie di tomi La technique et le temps\, iniziata nel 1994 e non ancora conclusa\, ha incominciato a tracciare i lineamenti di una filosofia della tecnologia per il XXI secolo. È stato visiting professor in varie università europee\, statunitensi e asiatiche\, professore presso l’Université Technique de Compiègne\, dirige l’IRI di Parigi\, la scuola pharmakon.fr\, l’associazione Ars Industrialis\, la Chaire de recherche contributive (Plaine Commune\, Parigi) e coordina la rete Digital Studies. Tra i suoi libri\, oltre trenta e tradotti in varie lingue\, le serie La Technique et le Temps (1994\, 1998\, 2001)\, De la misère symbolique (2004-2005) e Mécréance et discrédit (2004-2006)\, nonché États de choc. Bêtise et savoir au XXI° siècle (2013)\, La société automatique I (2015) e Dans la disruption. Comment ne pas devenir fou (2016). \n \nAbstract \nScolpire la memoria Modellare l’era antropocenica Tornare alla scultura sociale \nCosa può fare l’arte oggi\, ovvero nell’era dell’Antropocene? Come possono essere ancora possibili la creazione e l’educazione artistica nel XXI secolo? Di cosa dovrebbero occuparsi tale creazione e tale educazione – per educare quale pubblico e quali artisti? E cosa ne è della critica oggi? \nPorre queste domande significa tornare al dibattito tra Benjamin e Adorno dopo la calamità che avranno causato\, in Occidente\, sul piano estetico come su molti altri piani\, le industrie culturali e il consumerismo – dove vedremo la Kulturindustrie\, il marketing e ora il digitale reticolare praticare la scultura antisociale appropiandosi delle ritenzioni e delle protezioni dei dispositivi psichici. \nLa Kulturindustrie è stato l’organo di un vero disimparamento estetico assegnando alla “cultura” una nuova funzione\, quella di modellare i comportamenti assegnati al consumo – vale a dire assegnati alla distruzione delle arti di vivere\, nel senso che Whitehead dà a questa espressione\, e tale che queste arti di vivere costituiscono ciò che Gilbert Simondon ha descritto come processi di individuazione sempre sia psichici che collettivi. \nIn questo senso\, ci metteremo in discussione tornando alla questione della scultura sociale come concepita da Joseph Beuys.
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SUMMARY:Do humans dream of creative machine?
DESCRIPTION:Algoritmi e dati: cosa significano apprendimento\, creatività e controllo nelle attuali intelligenze artificiali \n“L’intelligenza artificiale di Alibaba supera l’uomo nei test di Stanford” (corriere.it)?\n“Due robot iniziano a parlare fra loro in una lingua sconosciuta: sospeso l’esperimento di Facebook” (ilmessagero.it)⚙️\n“Un’intelligenza artificiale ha scoperto da sola che la Terra gira intorno al Sole“ (ilpost.it)?\n“L’intelligenza artificiale batte l’uomo anche al videogame” (repubblica.it)⌨️ \n➤Continuamente i media ci informano sui nuovi traguardi raggiunti dalle intelligenze artificiali\, restituendoci l’immagine di algoritmi capaci di cimentarsi quasi coscientemente in attività complesse e creative\, dalla risoluzione di giochi di strategia alla produzione artistica. \n➤I computer stanno finalmente acquisendo alcune caratteristiche proprie degli esseri umani?\nOppure siamo noi che tendiamo a dar loro un’identità umana? \n➤Il 5 dicembre affronteremo queste domande cercando di sfatare alcuni miti e di proporre una diversa narrazione delle intelligenze artificiali. \nPROGRAMMA:\nh. 10:00 – 13:00 panel discussion in Sala Colonne (Palazzo Venera\, via S. Maria n.36)\nH. 14:00 – 16:00 workshop in RLab2 (Laboratorio di Cultura Digitale)\, Palazzo Ricci \n➤ PANEL DISCUSSION: Do humans dream of creative machines?\nInterventi: \n– Maurizio Parton: “AlphaGo: cosa significa ‘imparare’ per una macchina?”\nIn questo intervento descriveremo la storica sfida nel gioco del Go tra Lee Sedol (umano\, 18 volte campione del mondo) e AlphaGo (macchina\, autodidatta) che ha avuto luogo tra il 9 e il 15 marzo 2016. Il punto di vista sarà quello del giocatore di Go\, per capire se veramente una macchina può essere ‘creativa’\, e del matematico\, per comprendere i meccanismi che permettono a una macchina di ‘imparare’. \n– Davide Bacciu: “Creatività Artificiale: reti neurali\, arte e probabilità”\nL’intelligenza artificiale può cimentarsi in un’attività così fortemente umana come la creatività artistica? Racconteremo come le reti neurali profonde possano essere utilizzate per generare lavori artistici che\, in alcuni casi\, sono indistinguibili da opere dell’ingegno umano. Spiegheremo poi come la generazione di un’opera d’arte artificiale sia frutto di un processo statistico. \n– Anna Monreale: “Explainable AI: come aprire le black box dell’intelligenza artificiale”\nI sistemi di decisione automatica\, che utilizzano algoritmi di machine learning su enormi quantità di dati\, effettuano predizioni spesso senza essere in grado di fornire una giustificazione per i loro output. Ciò rappresenta un problema non solo per la mancanza di trasparenza\, ma anche per eventuali bias trasmessi agli algoritmi da pregiudizi umani e per l’accumulo di pattern nascosti nei dati di training che potrebbero portare a decisioni errate o inique.\nIl futuro dell’intelligenza artificiale sta nella collaborazione tra umani e macchine per la soluzione di problemi complessi. Come in ogni collaborazione efficiente\, sono richieste una buona comunicazione\, fiducia\, chiarezza e comprensione.\nL’explainable AI affronta queste sfide\, interrogandosi su come sia possibile interpretare i sistemi opachi delle attuali AI e sul bisogno di adottare questo approccio anche in applicazioni su larga scala. \n– Simone Pieranni: “Cina\, AI e controllo”\nEntro il 2030 la Cina mira a diventare leader mondiale dell’AI. Tra smart city\, social credit e controllo\, l’AI sembra l’ultimo strumento in uso dal PCC per il “mantenimento della stabilità”. \nModera il panel Stefano Capezzuto\, presidente di KRINO. \n➤ Workshop a cura di Umanesimo Artificiale: livecoding e musica algoritmica – programmazione informatica come linguaggio artistico e performativo \nLink per iscriversi al workshop: https://www.eventbrite.com/e/registrazione-masterclass-livecoding-e-processi-algoritmici-in-ambito-artistico-84113175773?aff=Link_evento \nAbstract:\n“The limits of my language means the limits of my world.” (Ludwig Wittgenstein) \nIl workshop ha lo scopo di presentare la programmazione informatica come linguaggio artistico e performativo introducendo il movimento del livecoding e due tra i software opensource più utilizzati dalla community internazionale: TidalCycles (livecoding musicale) e Hydra (livecoding visuale).\nI partecipanti avranno la possibilità di esplorare le possibilità creative di questi strumenti insieme all’artista multimediale Nesso e di sperimentare in prima persona come generare visualizzazioni usando funzioni matematiche di base.\nAl termine della masterclass si assisterà ad una performance audiovisiva che metterà in pratica i concetti trattati. \nNote: Ai partecipanti è richiesto di portare il proprio laptop al fine di seguire la presentazione. \nL’attività è gratuita e aperta a tutti. Tuttavia\, per motivi di spazio e di organizzazione\, per il solo workshop pomeridiano sarà richiesta la registrazione (15 partecipanti max). \nI RELATORI:\nMaurizio Parton è professore associato di Geometria all’Università G. D’Annunzio (Chieti-Pescara)\, è presidente della Federazione Italiana Gioco GO e responsabile del GO Club Pisa. \nDavide Bacciu è ricercatore presso il dipartimento di Informatica dell’Università di Pisa\, dove si occupa di machine learning per dati strutturati\, apprendimento Bayesiano\, deep learning e la sua intersezione con gli approcci generativi. \nAnna Monreale è professoressa associata presso il Dipartimento di Informatica dell’Università di Pisa e membro del KDD LAB\, dove si interessa di analisi di big data\, social network e problemi di privacy ed etica legati al trattamento di dati sensibili. \nSimone Pieranni è giornalista della redazione esteri de “il manifesto”\, nel 2009 ha fondato China Files\, agenzia editoriale con sede a Pechino specializzata nella produzione di contenuti dall’Asia. Tra le sue pubblicazioni: Brand Tibet (Derive Approdi\, 2010) e Cina Globale (Manifestolibri\, 2017). \nAttività svolta con i contributi per le attività studentesche autogestite dell’Università di Pisa
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SUMMARY:Il CONFLITTO SOCIALE nell’era dei ROBOT e dell’INTELLIGENZA ARTIFICIALE
DESCRIPTION:3 Dicembre 2019 \n9.00 → 17.00\nBIBLIOTECA CASANATENSE\, Via S.Ignazio\, 52 – Roma \n\n\n\n  \nLa Conferenza vuole sviluppare una riflessione sulle diverse forme di conflittualità che si sono sviluppate nel corso del XX secolo e sulle eventuali che potrebbero svilupparsi nel XXI a seguito dell’introduzione dell’intelligenza artificiale nella ‘rappresentazione della vita quotidiana’. Ci avviamo verso una società sempre più densa di conflitti derivanti da povertà\, disuguaglianze\, incertezze e sorveglianza: saremo privati dell’individualità oppure tutto sarà superato dalle categorie dell’uniformità e delle ‘personalità diffuse’? \nIn un’ottica transdisciplinare si vuole ragionare su quali potrebbero essere gli assetti\, le policy/politiche\, la vision/il potere progettuale della morfologia sociale post-digitale con l’uso dei device mobili e del machine learning. Questa è la prima società che si trova a confrontarsi con l’era del post ‘forza-lavoro’ che entro il 2030 in numerosi casi vedrà la sostituzione del corpo umano con gli strumenti ad alta innovazione tecnologica e dell’intelligenza artificiale (Arntz et al.\, 2016; Frey e Osborne\, 2017; McKinsey\, 2017; PwC\, 2017). \n\nhttps://societing.org/wp-content/uploads/2019/11/WhatsApp-Video-2019-11-14-at-09.20.26.mp4\nSi tenterà di cogliere l’enorme complesso di questioni legate all’intelligenza artificiale (di cui l’automazione è solo un aspetto) e alla post-digitalizzazione delle funzioni umane che tutte insieme agiscono nel ridisegnare la società del futuro. L’uomo vedrà tramontare l’uso del corpo versus l’alba del trionfo tecnologico e delle intelligenze non umane? E\, in questa transizione\, l’omogeneità dei consumi annullerà le differenze? Come tutelare le diversità e ridurre le disuguaglianze che ne potrebbero derivare? Dove inizia la nostra responsabilità sociale? \nScarica il programma completo qui → PROGRAMMA conflitto sociale robot AI – Biblioteca Casanatense
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SUMMARY:Operai\, fabbrica e crisi industriali. Il lavoro dopo il Secolo del lavoro
DESCRIPTION:Operai\, fabbrica e crisi industriali. \nIl lavoro dopo il Secolo del lavoro \n28 novembre TEATRO NUOVO \nÈ di fondamentale importanza parlare\, raccontare e comprendere cosa sia il lavoro\, in particolare la condizione operaia e la fabbrica ai giorni d’oggi. \nAttraverso una formula originale che prevede un convegno e uno spettacolo\, l’Università di Napoli “Federico II”\, presso il Teatro Nuovo\, darà vita a una riflessione sulla condizione del lavoro di cui non sempre si ha coscienza\, soprattutto tra i più giovani\, che immersi prevalentemente nella frammentazione e precarietà del lavoro hanno perso la memoria della fabbrica. \nTanto più appare opportuna una iniziativa del genere se si considerano le vicende nazionali che hanno riportato al centro dell’attenzione e in maniera drammatica le vicende dei poli industriali italiani da Taranto a Terni fino alle vicende della Whirlpool in una regione come la Campania che è anche terra di lavoro operaio. \nCon l’aiuto di diverse voci dunque si proverà a raccontare cosa è stato ieri e cosa è oggi la condizione operaia e la fabbrica. \n \nDi seguito il programma dell’iniziativa completamente gratuita: \n16.30-18.30 dopo i saluti istituzionali del direttore del Dipartimento di Scienze Sociali Professor Stefano Consiglio ci sarà una tavola rotonda moderata da Giustina Orientale Caputo (professoressa di Sociologia del lavoro del Dipartimento di Scienze Sociali) e che vede la partecipazione di: \nALESSANDRO PORTELLI storico\, anglista italiano\, considerato uno dei fondatori della storia orale\, autore di saggi fondamentali sulla città operaia e sulla storia orale; le sue raccolte di storie di operai\, il suo metodo di racconto della città attraverso di esse hanno fatto scuola anche all’estero. \nEUGENIO RASPI\, scrittore umbro. Autore di due romanzi sul lavoro  – Inox (2017) (romanzo finalista al premio Calvino 2016) e Tuttofumo (2019) – che si sono segnalati per la loro forza e capacità di riportare in forma letteraria la tematica della condizione operaria. \nIn entrambi i romanzi  sono in qualche modo presenti l’esperienza di lavoro ventennale che l’autore ha svolto all’interno della Acciai Speciali di Terni. \nMASSIMILIANO GUGLIELMI è segretario generale regionale Fiom Campania è oggi coinvolto nella gestione delle più recenti crisi industriali in Campania. \nDAVIDE BUBBICO insegna Sociologia economica presso il Dipartimento di Studi Politici e Sociali (DISPS) di Salerno è un attento studioso dei processi produttivi della fabbrica e delle trasformazione del lavoro operaio. È stato negli ultimi anni responsabile di diverse ricerche nazionali sulle condizioni di lavoro e l’applicazione del World Class Manufacturing (WCM) negli stabilimenti italiani FCA e CNH Industrial. \npausa \n19.00 Spettacolo teatrale ‘Operai’ di Germano Rubbi. Lo spettacolo  è un viaggio biografico fra racconto e musica ed è nato dalle storie che il regista ha raccolto presso operai attivi o in pensione che gli hanno consentito di ricostruire le tappe che caratterizzavano la vita degli operai per antonomasia quelli degli anni Sessanta. \n  \nQui puoi scaricare il pdf dell’evento Operai Fabbrica e Crisi Industriale pdf \nHa dato il suo patrocinio all’evento la rivista Sociologia del Lavoro (della casa editrice Franco Angeli) classificata fra le riviste di fascia A.
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SUMMARY:Genere\, violenza e tecnologia nella società digitale
DESCRIPTION:Continuano i seminari di Culture Digitali Societing4.0 organizzati in collaborazione con il Laboratorio Interdisciplinare di Social Innovation promosso dal Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università Federico II di Napoli per la direzione scientifica di Adam Arvidsson. \nIl 12 novembre alle 17 nell’Aula Ovale del Dipartimento di Scienze Sociali in Vico Monte di Pietà 1 nel centro storico di Napoli\, si terrà il seminario Genere\, violenza e tecnologia nella società digitale presentato da Silvia Semenzin\, dottoranda in Sociologia all’Università Statale di Milano ed organizzato in collaborazione con l’Osservatorio LGBT del Dipartimento. \nIl seminario tratterà il tema della violenza digitale sulle donne\, focalizzandosi su come le nuove tecnologie offrano strumenti nuovi per espandere e perpetuare forme già esistenti di misoginia. \nIn particolare\, verrà analizzato il fenomeno del cosiddetto ‘revenge porn’\, termine mediatico per riferirsi alla più generale condivisione non consensuale di materiale intimo (NCII). \nPartendo proprio dalla critica al termine ‘revenge porn’\, si analizzeranno tutti quei casi in cui la NCII si manifesta non solo come vendetta\, ma soprattutto sotto forma di omosocialità maschile\, spostando il focus dalla vittima al carnefice al fine di poter comprendere le cause culturali del fenomeno. \n \nDurante il seminario verranno offerti degli strumenti interpretativi per l’analisi della violenza online\, tra cui la criminalizzazione della libertà sessuale femminile e il conseguente ‘victim-blaming’\, la costruzione della mascolinità attraverso l’oggettificazione e commodificazione del corpo femminile e\, infine\, il ruolo delle piattaforme come mediatrici della diffusione di violenza. \nIn particolare\, verrà presentata un’etnografia digitale svolta su Telegram dal titolo “The use of Telegram for non-consensual dissemination of intimate images: consent\, harassment and the construction of masculinities”\, a cura di Silvia Semenzin e Lucia Bainotti (in corso di pubblicazione). \nAttraverso quest’analisi\, sarà possibile argomentare che le proprie funzioni (affordances) della piattaforma di messaggistica\, tra cui l’uso di crittografia o la possibilità di creare gruppi fino a 60mila persone\, permettono di rinforzare discorsi e pratiche misogine già esistenti. \nPer l’analisi qualitativa delle conversazioni è stato creato un dataset di 50 canali\, gruppi e bot attraverso il metodo snowball che ha permesso in un secondo momento di produrre una categorizzazione delle diverse pratiche di NCII. \nNelle conclusioni della ricerca\, viene argomentato che le affordances di Telegram possono essere trattate come gendered affordances\, enfatizzando come l’architettura della piattaforma sia in grado di attivare azioni che riproducono relazioni e strutture di disuguaglianza di genere culturalmente esistenti.
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SUMMARY:MUSE: seconda tappa ad Alicante\, al Festival ENSO - Encuentros Sonoros (7-9 novembre 2019)
DESCRIPTION:l Consolato Generale d’Italia\, sarà presente ad Alicante sulla scena creativa più contemporanea e sperimentale dal 7 al 9 novembre prossimi. \n– Il progetto promosso dal Consolato Generale d’Italia a Barcellona ha come obiettivo dare supporto e visibilità al talento femminile nel settore musicale e creativo più sperimentale \n– L’artista selezionata per partecipare al festival ENSO (Alicante\, dal 7 al 9 novembre 2019) è Marta De Pascalis\, che sarà la protagonista del concerto d’inaugurazione il 7 novembre alle 20:30h presso il Centro Cultural las Cigarreras \n– Il festival MutekES (Barcellona\, dal 6 al 9 marzo 2020) sarà l’appuntamento successivo con altre artiste selezionate \n©Marta De Pascalis\n\n\n\n\n\n\nOttobre 2019. Il Consolato Generale d’Italia a Barcellona\, nell’ambito del progetto ITmakES\, patrocina la partecipazione dell’artista italiana Marta De Pascalis alla terza edizione del festival di produzione e musica elettronica ENSO di Alicante (7\, 8 e 9 novembre)\, dopo aver presentato con successo l’artista al festival VOlumens di Valencia lo scorso settembre. \nQuesta iniziativa s’inserisce nel progetto “MUSE\, A New Wave of Women in the Mediterranean”\, ideato dalla Console Generale d’Italia a Barcellona Gaia Danese\, in collaborazione con Anna Mastrolitto\, fondatrice del collettivo SHE’s in control e curatrice di questa piattaforma che si prefigge di dare appoggio al talento delle donne nella scena culturale e creativa più sperimentale. \nGiovedì 7 novembre\, Marta de Pascalis realizzerà la performance d’inaugurazione del festival\, la cui apertura ufficiale sarà presieduta dall’Assessore alla cultura del comune di Alicante\, Antonio Manresa. L’inaugurazione di ENSO coinciderà con la presentazione ufficiale di MUSE\, con la presenza della Console Generale Gaia Danese e di Anna Mastrolitto. \nMUSE sponsorizza la partecipazione di artiste femminili europee e dell’intera area del Mediterraneo\, selezionate in base al valore e al merito delle loro proposte\, tanto presso importanti festival consolidati come in festival emergenti: \n“Abbiamo scelto di partecipare a ENSO perché rappresenta perfettamente il tipo d’iniziativa che vogliamo supportare: eventi e festival indipendenti nell’ambito della produzione musicale\, musica elettronica\, arte sonora e multimediale con una forte caratterizzazione di ricerca e sperimentazione. Alicante\, Valencia e Barcellona sono le prime città\, tutte nell’area di azione di questo Consolato\, e chiave in questo Mar Mediterraneo così importante per i paesi che lo circondano\, dove vogliamo promuovere il talento femminile”\, spiega Gaia Danese. \nLa dimensione mediterranea ed europea di MUSE è confermata dal calibro dei partner che aderiranno a questa iniziativa già dalla prossima partecipazione al MutekES\, il festival di musica elettronica con cui MUSE collaborerà a marzo del prossimo anno a Barcellona. \nTra i partner del progetto: il Consolato Generale di Francia con l’Istituto Francese\, il Consolato Generale del Regno Unito con il British Council\, il Consolato Generale del Portogallo con l’Istituto Camões.\nA Barcellona MUSE collaborerà anche con il centro di creazione e produzione musicale Bridge 48 – The House of Advanced Music\, dove verrà lanciato un programma di residenze per le artiste selezionate. \n\n\n\n\n\n\nNei settori della musica sperimentale ed elettronica e delle arti digitali (le più all’avanguardia della scena musicale e molto apprezzate dal pubblico giovane) oggi\, paradossalmente\, le donne incontrano maggiori difficoltà nell’ottenere il proprio riconoscimento\, specialmente nei paesi dell’Europa meridionale. Un chiaro esempio è l’Italia\, dove il numero medio di artiste donne nella programmazione dei festival più riconosciuti non raggiunge il 20%. \nQuesti dati hanno evidenziato la necessità di creare una rete di partners che operano nell’ambito di contesti artistici d’avanguardia\, con la missione di promuovere l’inclusione e l’uguaglianza di genere.\nLe attività della piattaforma Muse includeranno performance\, conferenze\, tavole rotonde\, workshop e mentoring programs. \nFESTIVAL \nMuse collabora con:\n– VOlumens (Valencia): http://www.volumens.es/\n– Enso (Alicante): http://ensolab.es/\n– MutekES (Barcellona): www.mutek.org \n\n\n\nRETI E PIATTAFORME– She’s in Control (Barcelona): www.facebook.com/sheisincontrolbcn \nINAUGURAZIONE ENSO – Encuentros Sonoros \n18:00h saluti istituzionali e presentazione del progetto Muse: Antonio Manresa (Assessore alla cultura del Comune di Alicante)\, Gaia Danese (Console Generale d’Italia a Barcellona)\, Anna Mastrolitto (curatrice progetto MUSE).\n18:30h Tavola rotonda – “Il circuito delle etichette discografiche” – moderata da Thonnie Jhonnie (Desincopado)\, participano Andrés Noarbe (Geometrik Records)\, Pedro Vian (MOM\, Modern Obscure Music)\, Daytona Team (Mona Records) e José Ramón Navarrete (MDR\, Metro Dance Records).\n20:30h live di Marta de Pascalis (MUSE). \nEntrata libera fino ad esaurimento posti. \n— \nMarta De Pascalis \nMarta De Pascalis è una musicista e sound designer romana che vive e lavora a Berlino. Negli anni\, ha orientato il suo interesse verso la musica elettronica\, percorrendo nella ricerca molteplici territori sonori. \n\n\n\n\n\n\nIl suo lavoro in solo si muove dalla prima computer music (Quitratue\, 2014) alle sintesi analogiche (Anzar\, The Tapeworm\, 2016; Her Core\, The Wormhole\, 2018)\, fino alle recenti escursioni che attraversano la sintesi FM.\nDurante la sua ultima sperimentazione in studio e dal vivo ha utilizzato per lo più synth monofonici anni ’70 ed un sistema di tape-looping\, fondendo approccio improvvisativo e rigore minimalista\, tessendo trame di ipnotici e luminosi frammenti sonori\, plasmando vaste e catartiche distanze\, remoti rifugi del suono. \nhttp://www.martadepascalis.com/ \nITmakESS \nUna serie di progetti ideati dall’Ambasciata Italiana a Madrid (a partire dal 2017) e dal Consolato Generale d’Italia a Barcellona sul know-how e sul nuovo Made in Italy all’interno del progetto “Vivere ALL’Italiana”\, la strategia di promozione integrata del Ministero degli Affari Esteri Italiano. ITmakES promuove la creazione e lo scambio creativo e culturale sostenendo ed evidenziando i progetti innovativi di designers\, makers e giovani professionisti di industrie culturali e creative che lavorano a Barcellona ed in Spagna. \n\n\n\n\n\nitmakes.net \nFB @ITmakESS \n\n\n\n\n\n  \nUfficio stampa \nMiriam Giordano – Gemma Pascual / Labóh \n+34 606 602 230 – +34 636 66 30 97 \npress@laboh.net +34 933192664
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SUMMARY:GROUNDBREAKERS – RE:MAKING THE FUTURE
DESCRIPTION:GROUNDBREAKERS – RE:MAKING THE FUTURE Giovedì 17 Ottobre – ore 17:45\nVideocittà Ex Caserma Guido Reni\nVia Guido Reni\, 7 – Roma\nDue ore di storie di innovazione\nraccontate da speaker internazionali di grande rilievo\, in un evento spettacolare. Groundbreakers\, pionieri\, apripista:\nsono coloro che lavorano nel presente con ciò che costituirà\nla nostra normalità di domani. \n“Ci sono le buone idee. E poi ci sono quelli che le buone idee le trasformano in progetti e un pezzo alla volta costruiscono il futuro. Invenzioni concrete\, tangibili\, che nascono quando la passione si unisce all’ingegno e soprattutto quando le persone si ispirano a vicenda. La rete e le community mettono in circolo il know-how tecnologico e nascono combinazioni nuove. A “Groundbreakers – Re:making the future” esploreremo un po’ di queste combinazioni: quando il design incontra l’elettronica\, l’industria incontra l’economia\, l’arte incontra la meccanica e l’economia circolare incontra l’etica. Da sette anni crediamo nel potere di quelle persone speciali che chiamiamo makers: quelli che si entusiasmano per i loro progetti e che vedono i problemi come grandi opportunità creative. Perché l’innovazione è quel processo infinito per cui quando s’inventa qualcosa si è ad un nuovo punto di partenza e non ad un punto d’arrivo. Questp è il nostro filo conduttore. \nCi sono quelli che salgono su un palco e le loro storie di innovazione le raccontano per ispirare gli altri: quel palco è Groundbreakers. Vi aspettiamo” \n  \n\n\n\nL’Opening Conference della “Maker Faire Rome – The European Edition” 2019 si svolgerà giovedì 17 ottobre alle 17.45\, nel cuore della Capitale. L’ingresso è libero e consentito fino ad esaurimento dei posti disponibili. E’ comunque richiesta la registrazione attraverso la compilazione del form a questo link. \nTutte le info qui >>> invito-opening
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SUMMARY:L’ECONOMIA STARTUP È REALMENTE INNOVATIVA?
DESCRIPTION:Paid Off è un game show americano nel quale giovani studenti universitari concorrono per vincere una somma in denaro. Il premio non sarà dissipato per favolose vacanze sull’oceano\, macchine costose o per girare il mondo\, ma piuttosto per ripagare i debiti che gli stessi studenti hanno contratto con le banche per sostenere le costose rette universitarie. L’esplosione della higher education bubble negli US è ormai un fenomeno evidente che pesa sull’economia americana. Il cortocircuito nasce quando questi studenti\, una volta laureati\, entrano nel mercato del lavoro con un debito di migliaia di dollari sulle spalle. Il sogno sarebbe quello di trovare un lavoro ben pagato in qualche grande azienda e pian piano ripagare il debito. Purtroppo\, questo accade sempre di rado e sempre più giovani americani con un alto grado di istruzione si trovano disoccupati e senza la possibilità di poter onorare i propri impegni verso le banche. \nQuali altre possibilità ha quindi la classe disagiata (Ventura\, 2017) tradita dall’idea di un futuro di benessere economico? Nella migliore delle retoriche del self-made man\, se le opportunità non ci sono\, una persona deve crearsele. Ognuno deve essere il capo di sé stesso e se non riuscirai è solo perché non sei stato abbastanza bravo. Diventare imprenditori creando una start-up nel settore tech\, quindi\, sembra essere la scelta più razionale in un contesto di completa incertezza personale e precarietà economica. Questa tipologia di lavoratori esprime una cultura neoliberista basata sul talento e sulla creatività individuali. Gina Neff (2012) li descrive come venture labor\, ovvero una tipologia di occupazioni che esternalizza i costi e i rischi del fare business sugli stessi lavoratori. Tra gli elementi che hanno favorito i processi di imprenditorializzazione dei knowledge workers c’è la diffusione di piattaforme online attraverso le quali acquisire nuove competenze (basti pensare ai video di Youtube su how to…) e l’abbassamento dei requisiti patrimoniali per la creazione di nuove imprese. Questi processi consentono ai lavoratori della conoscenza\, da un lato\, di agire come soggettività imprenditorializzate\, mentre dall’altro\, di trovare condizioni sempre più favorevoli nel creare nuove imprese digitali. \nCompetenze in rapida evoluzione e condizioni di impiego volatili sono d’altronde caratteristiche del modello della Silicon Valley (Benner\, 2008). Le narrazioni prodotte sulle vite di personaggi come Mark Zuckerberg\, Steve Jobs\, Peter Thiel\, Jeff Bezos\, Larry Page e Sergey Brin hanno inoltre rafforzato l’idea che il successo economico può essere raggiunto attraverso un’idea rivoluzionaria. Questi miliardari bohémien non sono solo considerati degli imprenditori di successo\, ma soprattutto degli evangelizzatori dell’ideologia californiana. Una nuova fede imprenditoriale che instilla nei giovani studenti\, lavoratori della conoscenza\, stakeholder politici e investitori finanziari\, un nuovo entusiasmo verso la creazione di nuove attività imprenditoriali altamente innovative e potenzialmente remunerative il cui obiettivo è quello di trasformare il mondo in un posto migliore. \nIn effetti\, questa economia si basa su un potente potere immaginativo\, sulla capacità di ispirare i giovani lavoratori nell’esprimere le proprie attitudini personali attraverso attività imprenditoriali e sul rifiuto della concorrenza che nasconde l’attitudine a generare monopoli commerciali. Le narrazioni della Silicon Valley influenzano l’istituzionalizzazione dell’economia start-up attraverso una dinamica di continua interazione tra il livello semiotico ed extra-semiotico (Jessop & Oosterlynck\, 2008). Queste narrazioni spingono molti start-uppers a lasciare le proprie occupazioni\, a volte anche ben pagate\, nelle grandi aziende perché ritengono che in quel contesto le loro attitudini non sono espresse. Essere imprenditori corrisponde a un desiderio di indipendenza\, piuttosto che a uno status sociale. \nL’innovazione è la chiave attraverso cui questo processo di auto-realizzazione\, economica e personale\, può essere portato a compimento. Solo proponendo un prodotto e un servizio che non esiste ancora sul mercato si ha la possibilità di essere finanziati dagli investitori\, di crescere\, di acquisire nuove fette di mercato ma allo stesso tempo di contribuire al benessere della società. Gli start-upper devono essere smart\, disruptive\, coolness. \nMa la vera questione non è soltanto chi è il più innovativo\, ma soprattutto che tipo di innovazione diffonde il modello della Silicon Valley. È un’innovazione sostenibile? È davvero utile? Alcune dinamiche dell’economia start-up producono\, al contrario\, una normalizzazione delle innovazioni. Le soluzioni innovative sono un clone di prodotti e servizi già esistenti perché è in questo modo che l’incertezza dell’investimento si traduce in rischio finanziario calcolabile. \nInsomma\, l’economia startup è realmente innovativa? \nEstratto tratto da: ‘Le forme dell’innovazione nell’Ideologia Californiana. Le retoriche\, i modelli e le trasformazioni dell’economia startup’\, Luise V.\, 2019\, Milano\, Egea Editore. \nPresentazione del libro Mercoledì 16 Ottobre alle ore 18.00 alla libreria IoCiSto in Via Cimarosa 20 (Piazza Fuga)\, Napoli.
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SUMMARY:#NoiSiamoAmbiente: Pratiche Ecosostenibili al Dipartimento di Scienze Sociali di Napoli
DESCRIPTION:Vico Monte della Pietà 1- Napoli \nLunedì 14 Ottobre 2019 \n#NoiSiamoAmbiente \nAcqua potabile pubblica\, raccolta differenziata dei rifiuti e spazi verdi nel Dipartimento di Scienze Sociali \nIsole ecologiche su ogni piano per la raccolta differenziata\, due fontane che erogano acqua ‘buona da bere’ e piante e fiori negli spazi comuni: sono queste le importanti novità che hanno accolto gli studenti del Dipartimento di Scienze Sociali della Federico II\, diretto dal prof. Stefano Consiglio\, al rientro dalla pausa estiva. Un importante primo traguardo che rende finalmente visibili e fruibili gli esiti di un progetto che coinvolge il Dipartimento di Scienze Sociali\, le aziende pubbliche ASIA e ABC e l’Orto Botanico di Napoli. Questi interventi rappresentano il punto di partenza di un percorso che si svilupperà nei prossimi mesi e che riguarderà il rapporto sempre più cruciale che lega la qualità dei servizi pubblici e la sostenibilità ambientale. Il contributo delle Scienze Sociali sarà proprio quello di approfondire questo nesso\, attraverso la ricerca empirica\, la riflessione teorica e il confronto con gli attori istituzionali del territorio. \nLunedì 14 ottobre alle 9\,30 un evento pubblico\, alla presenza del Ministro per l’Ambiente Sergio Costa e del Rettore Gaetano Manfredi\, presenterà i primi risultati e i prossimi passi del progetto #NoiSiamoAmbiente. \nOre 9.30 Cortiletto del Melograno \nOre 9.45 Aula Persico – II piano \nSaluti del Rettore Gaetano Manfredi e del Direttore del Dipartimento Stefano Consiglio \nIntroduce il progetto:  Anna Maria Zaccaria \n10.00   L’Università per la promozione di culture e pratiche di sostenibilità\, a cura degli studenti \n10.15   Il progetto Uninaquam\, Marco Trifuoggi \n10.30   Sinergie istituzionali: ASIA- ABC- ORTO BOTANICO \n10.50   L’educazione all’ambiente\, Lello Savonardo \n11.00   Istituzioni\, Comunità e Ambiente\, Sergio Costa\, Ministro per l’Ambiente \nConclusioni: Stefano Consiglio \nSaluti – Cortile Grande \nScegliamo il bene pubblico\, con il ministro per l’Ambiente Sergio Costa
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SUMMARY:Co-Economy: soluzioni contemporanee per fare impresa
DESCRIPTION:ALLA DARSENA DI GENOVA L’EVENTO DI CONDIVISO DEDICATO ALLA CO-ECONOMY\, TRA WORKSHOP E CONVERSAZIONI APERTE A TUTTI \nAppuntamento giovedì 19 settembre\, a Calata Andalò Di Negro\, presso gli spazi del network di imprese di Condiviso\, per una giornata di lavoro\, studio e confronto dedicata alle soluzioni contemporanee per fare impresa condivisa che vedrà la partecipazione di importanti ospiti nazionali e internazionali. \nGiovedì 19 settembre il network di imprese Condiviso organizza\, presso i propri spazi in Calata Andalò Di Negro n. 16 alla Darsena di Genova\, l’evento “Co-Economy: soluzioni contemporanee per fare impresa”\, una giornata di lavoro\, studio e confronto dedicata alle soluzioni contemporanee per fare impresa condivisa che vedrà la partecipazione di importanti ospiti nazionali e internazionali. \n«La co-economy rappresenta un nuovo modo di fare impresa\, ispirato alla condivisione e ad una maggiore sensibilità verso le persone\, il territorio e l’ambiente – spiega Sara Di Paolo\, presidente di Condiviso –. Se infatti\, da una parte\, le nuove tecnologie hanno permesso ai giganti del web di parcellizzare il mercato del lavoro dando vita alla cosiddetta gig economy\, o “economia dei lavoretti”\, dall’altra offrono a diverse realtà imprenditoriali fra loro complementari la possibilità di entrare in contatto e lavorare insieme\, crescendo in maniera sostenibile e rispettosa dei diritti di tutti. È questo lo spirito della co-economy che abbiamo messo in pratica dando vita a Condiviso e che\, adesso\, vogliamo appunto condividere e mettere a frutto nell’evento del 19 settembre». \nLa giornata si articolerà in due sessioni: alla mattina\, il workshop ad invito “Cambiare l’Italia cooperando. Rivoluzioni cooperative”\, nell’ambito del programma di Legacoop “Rivoluzioni cooperative” realizzato in collaborazione con l’International Labour Organization e 4Form – ente di formazione professionale di Legacoop –\, in linea con la strategia “Cambiare l’Italia cooperando” promossa dall’Alleanza delle Cooperative Italiane. Al workshop parteciperanno numerose realtà\, cooperative e non\, in arrivo da diverse regioni italiane per confrontarsi in laboratori di visioning e di progettazione partecipata. \nAl pomeriggio\, a partire dalle 16:30 e fino alle 19\, sono invece in programma delle “Conversazioni” aperte al pubblico\, e che prevedono gli interventi di Daniela Ciaffi\, vicepresidente di Labsus e docente del Politecnico di Torino\, sul tema “Beni comuni: che diritti matura chi se ne prende cura?”; di Paolo Venturi\, direttore dell’Associazione Italiana per la promozione della Cultura della Cooperazione e del Nonprofit\, e co-autore del volume “Co-Economy. Un’analisi delle forme socio-economiche emergenti”; di Marco Busetto\, business analyst di Genera SpA\, che parlerà degli strumenti di investimento a supporto dell’innovazione e della cooperazione; e di Rafael L. Espinal jr\, consigliere comunale della Città di New York\, ospite di Legacoop Liguria\, promotore del New Green Deal e responsabile del progetto di rigenerazione urbana definito il più completo nella storia della metropoli americana\, capace di convogliare su un unico distretto urbano 250 milioni di dollari utilizzati per combattere la disoccupazione\, riqualificare le infrastrutture e realizzare nuovi alloggi a prezzi accessibili. \nLe Conversazioni\, come detto\, sono aperte al pubblico\, tuttavia\, per una migliore organizzazione\, si consiglia l’iscrizione attraverso l’apposito modulo sulla piattaforma Eventbrite. \nL’evento “Co-Economy: soluzioni contemporanee per fare impresa” è ideato e organizzato da Condiviso\, in collaborazione con Genera\, Legacoop e 4Form. \nMarco Gaviglio\, cel. 349-1793476\nmarcogaviglio1985@libero.it\nUfficio Stampa Condiviso \n 
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SUMMARY:Presentazione del libro: Riprendiamoci la rete! Di Arturo Di Corinto
DESCRIPTION:Presentazione del libro\nRiprendiamoci la rete!\nPiccolo manuale di autodifesa digitale per giovani generazioni\n\n\n\ndi Arturo Di Corinto\na cura della Link Campus University\n\n\n\nMartedì 17 settembre 2019\nAntica Biblioteca – Link Campus University\nVia del Casale di San Pio V\, 44 – Roma \n  \nUn libro utile per ribadire l’importanza di concetti come privacy\, anonimato e cybersecurity. \nPer l’occasione verrà anche presentato il videogame educativo basato sul libro. Si tratta di una graphic novel multilivello che ha lo scopo di insegnare i concetti di base della cybersecurity: si chiama CYBER HUNTERS. \nRealizzato dagli esperti del Laboratorio Dasic della Link Campus University con gli studenti dell’indirizzo Gaming e la Fondazione Vigamus\, cerca di implementare il concetto di gamification alla cybersecurity. \n  \nSaluti del Presidente Vincenzo Scotti \nNunzia Ciardi\, Direttore della Polizia Postale e delle Comunicazioni\nBarbara Carfagna\, Giornalista autrice di Codice\nPasquale Russo\, Direttore Link Campus University\nArturo Di Corinto\, Giornalista e insegnante\nPaola Guarnieri\, giornalista e conduttrice radio di Tutti in classe\nRaoul Carbone\, presidente fondazione Vigamus \nScarica la locandina: Locandina-RIPRENDIAMOCI-LA-RETE
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SUMMARY:SpeculativeEdu NeoRural Futures Workshop in Rome
DESCRIPTION:Speculative design for rurality in global scenarios workshop from 2nd to 6th of September 2019\n\nIn order to disseminate the State of Speculative Design Study\, the first phase of project research\, an intensive workshop with international participants will be organised in September in Rome\, hosted by our partners Human Ecosystems Relazioni. \nThe event is free of charge: participants will pay for their travel and accommodation (we will indicate possible solutions for accommodation in the neighbourhood that are comfortable and welcoming\, at reasonable prices). \nWhat are the possible\, imaginable and preferable futures of rurality? \nWe live in globalised times: global phenomena profoundly influence local ones\, just as local phenomena influence globality. \nHow will rural environments change in the near future through the impact of global phenomena affecting our planet\, like climate change\, migration\, new technologies\, energy issues\, the mutation of cities and work and the transformation of economies? \nHow will people live\, move\, communicate and relate between cities and rural places with these transformations? \nAll the informations here >>> http://bit.ly/2ZU4ETO\n  \n 
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SUMMARY:Alex Giordano racconta l'impresa 4.0
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SUMMARY:Alex Giordano racconta l'impresa 4.0
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SUMMARY:Pasta Madre Day 14
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