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SUMMARY:Operai\, fabbrica e crisi industriali. Il lavoro dopo il Secolo del lavoro
DESCRIPTION:Operai\, fabbrica e crisi industriali. \nIl lavoro dopo il Secolo del lavoro \n28 novembre TEATRO NUOVO \nÈ di fondamentale importanza parlare\, raccontare e comprendere cosa sia il lavoro\, in particolare la condizione operaia e la fabbrica ai giorni d’oggi. \nAttraverso una formula originale che prevede un convegno e uno spettacolo\, l’Università di Napoli “Federico II”\, presso il Teatro Nuovo\, darà vita a una riflessione sulla condizione del lavoro di cui non sempre si ha coscienza\, soprattutto tra i più giovani\, che immersi prevalentemente nella frammentazione e precarietà del lavoro hanno perso la memoria della fabbrica. \nTanto più appare opportuna una iniziativa del genere se si considerano le vicende nazionali che hanno riportato al centro dell’attenzione e in maniera drammatica le vicende dei poli industriali italiani da Taranto a Terni fino alle vicende della Whirlpool in una regione come la Campania che è anche terra di lavoro operaio. \nCon l’aiuto di diverse voci dunque si proverà a raccontare cosa è stato ieri e cosa è oggi la condizione operaia e la fabbrica. \n \nDi seguito il programma dell’iniziativa completamente gratuita: \n16.30-18.30 dopo i saluti istituzionali del direttore del Dipartimento di Scienze Sociali Professor Stefano Consiglio ci sarà una tavola rotonda moderata da Giustina Orientale Caputo (professoressa di Sociologia del lavoro del Dipartimento di Scienze Sociali) e che vede la partecipazione di: \nALESSANDRO PORTELLI storico\, anglista italiano\, considerato uno dei fondatori della storia orale\, autore di saggi fondamentali sulla città operaia e sulla storia orale; le sue raccolte di storie di operai\, il suo metodo di racconto della città attraverso di esse hanno fatto scuola anche all’estero. \nEUGENIO RASPI\, scrittore umbro. Autore di due romanzi sul lavoro  – Inox (2017) (romanzo finalista al premio Calvino 2016) e Tuttofumo (2019) – che si sono segnalati per la loro forza e capacità di riportare in forma letteraria la tematica della condizione operaria. \nIn entrambi i romanzi  sono in qualche modo presenti l’esperienza di lavoro ventennale che l’autore ha svolto all’interno della Acciai Speciali di Terni. \nMASSIMILIANO GUGLIELMI è segretario generale regionale Fiom Campania è oggi coinvolto nella gestione delle più recenti crisi industriali in Campania. \nDAVIDE BUBBICO insegna Sociologia economica presso il Dipartimento di Studi Politici e Sociali (DISPS) di Salerno è un attento studioso dei processi produttivi della fabbrica e delle trasformazione del lavoro operaio. È stato negli ultimi anni responsabile di diverse ricerche nazionali sulle condizioni di lavoro e l’applicazione del World Class Manufacturing (WCM) negli stabilimenti italiani FCA e CNH Industrial. \npausa \n19.00 Spettacolo teatrale ‘Operai’ di Germano Rubbi. Lo spettacolo  è un viaggio biografico fra racconto e musica ed è nato dalle storie che il regista ha raccolto presso operai attivi o in pensione che gli hanno consentito di ricostruire le tappe che caratterizzavano la vita degli operai per antonomasia quelli degli anni Sessanta. \n  \nQui puoi scaricare il pdf dell’evento Operai Fabbrica e Crisi Industriale pdf \nHa dato il suo patrocinio all’evento la rivista Sociologia del Lavoro (della casa editrice Franco Angeli) classificata fra le riviste di fascia A.
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SUMMARY:Il CONFLITTO SOCIALE nell’era dei ROBOT e dell’INTELLIGENZA ARTIFICIALE
DESCRIPTION:3 Dicembre 2019 \n9.00 → 17.00\nBIBLIOTECA CASANATENSE\, Via S.Ignazio\, 52 – Roma \n\n\n\n  \nLa Conferenza vuole sviluppare una riflessione sulle diverse forme di conflittualità che si sono sviluppate nel corso del XX secolo e sulle eventuali che potrebbero svilupparsi nel XXI a seguito dell’introduzione dell’intelligenza artificiale nella ‘rappresentazione della vita quotidiana’. Ci avviamo verso una società sempre più densa di conflitti derivanti da povertà\, disuguaglianze\, incertezze e sorveglianza: saremo privati dell’individualità oppure tutto sarà superato dalle categorie dell’uniformità e delle ‘personalità diffuse’? \nIn un’ottica transdisciplinare si vuole ragionare su quali potrebbero essere gli assetti\, le policy/politiche\, la vision/il potere progettuale della morfologia sociale post-digitale con l’uso dei device mobili e del machine learning. Questa è la prima società che si trova a confrontarsi con l’era del post ‘forza-lavoro’ che entro il 2030 in numerosi casi vedrà la sostituzione del corpo umano con gli strumenti ad alta innovazione tecnologica e dell’intelligenza artificiale (Arntz et al.\, 2016; Frey e Osborne\, 2017; McKinsey\, 2017; PwC\, 2017). \n\nhttps://societing.org/wp-content/uploads/2019/11/WhatsApp-Video-2019-11-14-at-09.20.26.mp4\nSi tenterà di cogliere l’enorme complesso di questioni legate all’intelligenza artificiale (di cui l’automazione è solo un aspetto) e alla post-digitalizzazione delle funzioni umane che tutte insieme agiscono nel ridisegnare la società del futuro. L’uomo vedrà tramontare l’uso del corpo versus l’alba del trionfo tecnologico e delle intelligenze non umane? E\, in questa transizione\, l’omogeneità dei consumi annullerà le differenze? Come tutelare le diversità e ridurre le disuguaglianze che ne potrebbero derivare? Dove inizia la nostra responsabilità sociale? \nScarica il programma completo qui → PROGRAMMA conflitto sociale robot AI – Biblioteca Casanatense
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SUMMARY:Do humans dream of creative machine?
DESCRIPTION:Algoritmi e dati: cosa significano apprendimento\, creatività e controllo nelle attuali intelligenze artificiali \n“L’intelligenza artificiale di Alibaba supera l’uomo nei test di Stanford” (corriere.it)?\n“Due robot iniziano a parlare fra loro in una lingua sconosciuta: sospeso l’esperimento di Facebook” (ilmessagero.it)⚙️\n“Un’intelligenza artificiale ha scoperto da sola che la Terra gira intorno al Sole“ (ilpost.it)?\n“L’intelligenza artificiale batte l’uomo anche al videogame” (repubblica.it)⌨️ \n➤Continuamente i media ci informano sui nuovi traguardi raggiunti dalle intelligenze artificiali\, restituendoci l’immagine di algoritmi capaci di cimentarsi quasi coscientemente in attività complesse e creative\, dalla risoluzione di giochi di strategia alla produzione artistica. \n➤I computer stanno finalmente acquisendo alcune caratteristiche proprie degli esseri umani?\nOppure siamo noi che tendiamo a dar loro un’identità umana? \n➤Il 5 dicembre affronteremo queste domande cercando di sfatare alcuni miti e di proporre una diversa narrazione delle intelligenze artificiali. \nPROGRAMMA:\nh. 10:00 – 13:00 panel discussion in Sala Colonne (Palazzo Venera\, via S. Maria n.36)\nH. 14:00 – 16:00 workshop in RLab2 (Laboratorio di Cultura Digitale)\, Palazzo Ricci \n➤ PANEL DISCUSSION: Do humans dream of creative machines?\nInterventi: \n– Maurizio Parton: “AlphaGo: cosa significa ‘imparare’ per una macchina?”\nIn questo intervento descriveremo la storica sfida nel gioco del Go tra Lee Sedol (umano\, 18 volte campione del mondo) e AlphaGo (macchina\, autodidatta) che ha avuto luogo tra il 9 e il 15 marzo 2016. Il punto di vista sarà quello del giocatore di Go\, per capire se veramente una macchina può essere ‘creativa’\, e del matematico\, per comprendere i meccanismi che permettono a una macchina di ‘imparare’. \n– Davide Bacciu: “Creatività Artificiale: reti neurali\, arte e probabilità”\nL’intelligenza artificiale può cimentarsi in un’attività così fortemente umana come la creatività artistica? Racconteremo come le reti neurali profonde possano essere utilizzate per generare lavori artistici che\, in alcuni casi\, sono indistinguibili da opere dell’ingegno umano. Spiegheremo poi come la generazione di un’opera d’arte artificiale sia frutto di un processo statistico. \n– Anna Monreale: “Explainable AI: come aprire le black box dell’intelligenza artificiale”\nI sistemi di decisione automatica\, che utilizzano algoritmi di machine learning su enormi quantità di dati\, effettuano predizioni spesso senza essere in grado di fornire una giustificazione per i loro output. Ciò rappresenta un problema non solo per la mancanza di trasparenza\, ma anche per eventuali bias trasmessi agli algoritmi da pregiudizi umani e per l’accumulo di pattern nascosti nei dati di training che potrebbero portare a decisioni errate o inique.\nIl futuro dell’intelligenza artificiale sta nella collaborazione tra umani e macchine per la soluzione di problemi complessi. Come in ogni collaborazione efficiente\, sono richieste una buona comunicazione\, fiducia\, chiarezza e comprensione.\nL’explainable AI affronta queste sfide\, interrogandosi su come sia possibile interpretare i sistemi opachi delle attuali AI e sul bisogno di adottare questo approccio anche in applicazioni su larga scala. \n– Simone Pieranni: “Cina\, AI e controllo”\nEntro il 2030 la Cina mira a diventare leader mondiale dell’AI. Tra smart city\, social credit e controllo\, l’AI sembra l’ultimo strumento in uso dal PCC per il “mantenimento della stabilità”. \nModera il panel Stefano Capezzuto\, presidente di KRINO. \n➤ Workshop a cura di Umanesimo Artificiale: livecoding e musica algoritmica – programmazione informatica come linguaggio artistico e performativo \nLink per iscriversi al workshop: https://www.eventbrite.com/e/registrazione-masterclass-livecoding-e-processi-algoritmici-in-ambito-artistico-84113175773?aff=Link_evento \nAbstract:\n“The limits of my language means the limits of my world.” (Ludwig Wittgenstein) \nIl workshop ha lo scopo di presentare la programmazione informatica come linguaggio artistico e performativo introducendo il movimento del livecoding e due tra i software opensource più utilizzati dalla community internazionale: TidalCycles (livecoding musicale) e Hydra (livecoding visuale).\nI partecipanti avranno la possibilità di esplorare le possibilità creative di questi strumenti insieme all’artista multimediale Nesso e di sperimentare in prima persona come generare visualizzazioni usando funzioni matematiche di base.\nAl termine della masterclass si assisterà ad una performance audiovisiva che metterà in pratica i concetti trattati. \nNote: Ai partecipanti è richiesto di portare il proprio laptop al fine di seguire la presentazione. \nL’attività è gratuita e aperta a tutti. Tuttavia\, per motivi di spazio e di organizzazione\, per il solo workshop pomeridiano sarà richiesta la registrazione (15 partecipanti max). \nI RELATORI:\nMaurizio Parton è professore associato di Geometria all’Università G. D’Annunzio (Chieti-Pescara)\, è presidente della Federazione Italiana Gioco GO e responsabile del GO Club Pisa. \nDavide Bacciu è ricercatore presso il dipartimento di Informatica dell’Università di Pisa\, dove si occupa di machine learning per dati strutturati\, apprendimento Bayesiano\, deep learning e la sua intersezione con gli approcci generativi. \nAnna Monreale è professoressa associata presso il Dipartimento di Informatica dell’Università di Pisa e membro del KDD LAB\, dove si interessa di analisi di big data\, social network e problemi di privacy ed etica legati al trattamento di dati sensibili. \nSimone Pieranni è giornalista della redazione esteri de “il manifesto”\, nel 2009 ha fondato China Files\, agenzia editoriale con sede a Pechino specializzata nella produzione di contenuti dall’Asia. Tra le sue pubblicazioni: Brand Tibet (Derive Approdi\, 2010) e Cina Globale (Manifestolibri\, 2017). \nAttività svolta con i contributi per le attività studentesche autogestite dell’Università di Pisa
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SUMMARY:Progettare la memoria: strategie del digitale
DESCRIPTION:Salerno\, 12-13 dicembre 2019 \nComune di Salerno – Salone dei Marmi  \nIl Convegno Progettare la memoria: strategie del digitale inaugura il ciclo di eventi volto a ricostruire la complessa trama teorica da cui scaturirono sia le tre Rassegne d’Arte Internazionale di Amalfi (Aspetti del Ritorno alle cose stesse\, 1966; L’impatto percettivo\, 1967; Arte povera più azioni povere\, 1968) sia la casa editrice Rumma Editore. \nIntento del Convegno è mostrare come le pratiche del digitale consentano di rendere attiva ed efficace\, fino a farne un investimento di futuro\, la memoria di quel laboratorio di pensiero che\, fra gli anni Sessanta e Settanta\, fu a Salerno il gruppo di giovani intellettuali (Menna\, Trimarco\, Bonito Oliva\, Sanguineti) raccolti intorno a Marcello Rumma. \nFu dal loro pensare insieme che nacquero le Rassegne amalfitane e\, poi\, la Casa editrice Rumma.  E se questo fu il modo di stare dentro le inquietudini\, i fermenti\, l’ansia di nuovo dell’epoca\, stare dentro significò sperimentare nuovi linguaggi e nuove pratiche teoriche\, significò provocare inediti incroci e contaminazioni fra l’arte\, la filosofia\, il cinema\, il teatro\, la letteratura. Ma non solo di questo si trattò giacché ricerca e sperimentazione furono contemporaneamente un modo di fare imprenditoria\, di mostrare la produttività della cultura – è ciò che l’attività di Marcello Rumma mostrò in maniera esemplare – e come questa mettesse in moto processi che ridisegnavano la fisionomia del territorio divenendo qualità del suo abitarlo. \nDi tale esperienza il Convegno non vuole essere la rievocazione o la celebrazione\, piuttosto esso si propone di ripensarne criticamente gli effetti e\, attraverso un ricorso meditato al digitale\, far rimbalzare nell’attualità la complessità della sua progettualità per poi rinvestirla in un agire capace di aprire nuovi scenari d’indagine e ricerca. \nIl Convegno\, diviso in due sezioni\, intende rispondere a tale esigenza attivando più linee di riflessione fra loro profondamente connesse: \n\nripensare l’intuizione progettuale del laboratorio Salerno e come ne scaturirono sia le tre Rassegne d’Arte Internazionale di Amalfi (Aspetti del Ritorno alle cose stesse\, 1966; L’impatto percettivo\, 1967; Arte povera più azioni povere\, 1968) sia la casa editrice Rumma Editore; discutere l’influenza ed esplorare l’eredità di tali eventi nella narrazione dell’arte italiana a livello nazionale e internazionale;\nriflettere su come con il digitale sia radicalmente ripensata l’idea di memoria e a quali conseguenze conduca il suo convertirsi in una spazialità multipla e mista in cui saperi\, linguaggi\, tempi diversi divengono con-temporanei e\, come tali\, spinti a un gioco – il digitale detta le regole del gioco stesso – che\, nel suo continuo attivarsi\, libera energie compresse\, possibilità inespresse\, frammenti di storie rimasti silenti. Se in virtù del gioco i contenuti della memoria sono ri-significati\, lo è anche lo spazio in cui irrompono ed è irruzione che non solo ri-configura e ri-significa lo spazio\, ma\, nel farlo\, produce imprevedibili e mobili effetti di nuovo pensiero. Un pensiero del molteplice.\n\nLa ricerca alla base del progetto del Convegno è collegata a un’attività di catalogazione\, digitalizzazione e studio dei materiali dell’Archivio Rumma\, che il Convegno intende promuovere\, condividere e divulgare attraverso un confronto sulle metodologie disponibili nel settore della tutela e valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale\, favorendo un’’implementazione consapevole e critica dell’utilizzo delle più avanzate tecnologie digitali nelle attività di ricerca\, sia teoriche che applicate\, inerenti ai beni culturali e archivistici contemporanei. \nScarica qui il programma di Progettare la Memoria \n \nBernard Stiegler \nDirettore dell’IRI-Institut de Recherche et d’Innovation – Centre Georges-Pompidou\, Parigi \nFilosofo della scuola francese di Deleuze e Guattari\, tra le voci più interessanti e brillanti del pensiero contemporaneo. È uno dei filosofi più attenti alle trasformazioni della società contemporanea\, nonché tra i più attivi all’interno del dibattito teorico e politico sui media e sulle tecnologie digitali. Con la serie di tomi La technique et le temps\, iniziata nel 1994 e non ancora conclusa\, ha incominciato a tracciare i lineamenti di una filosofia della tecnologia per il XXI secolo. È stato visiting professor in varie università europee\, statunitensi e asiatiche\, professore presso l’Université Technique de Compiègne\, dirige l’IRI di Parigi\, la scuola pharmakon.fr\, l’associazione Ars Industrialis\, la Chaire de recherche contributive (Plaine Commune\, Parigi) e coordina la rete Digital Studies. Tra i suoi libri\, oltre trenta e tradotti in varie lingue\, le serie La Technique et le Temps (1994\, 1998\, 2001)\, De la misère symbolique (2004-2005) e Mécréance et discrédit (2004-2006)\, nonché États de choc. Bêtise et savoir au XXI° siècle (2013)\, La société automatique I (2015) e Dans la disruption. Comment ne pas devenir fou (2016). \n \nAbstract \nScolpire la memoria Modellare l’era antropocenica Tornare alla scultura sociale \nCosa può fare l’arte oggi\, ovvero nell’era dell’Antropocene? Come possono essere ancora possibili la creazione e l’educazione artistica nel XXI secolo? Di cosa dovrebbero occuparsi tale creazione e tale educazione – per educare quale pubblico e quali artisti? E cosa ne è della critica oggi? \nPorre queste domande significa tornare al dibattito tra Benjamin e Adorno dopo la calamità che avranno causato\, in Occidente\, sul piano estetico come su molti altri piani\, le industrie culturali e il consumerismo – dove vedremo la Kulturindustrie\, il marketing e ora il digitale reticolare praticare la scultura antisociale appropiandosi delle ritenzioni e delle protezioni dei dispositivi psichici. \nLa Kulturindustrie è stato l’organo di un vero disimparamento estetico assegnando alla “cultura” una nuova funzione\, quella di modellare i comportamenti assegnati al consumo – vale a dire assegnati alla distruzione delle arti di vivere\, nel senso che Whitehead dà a questa espressione\, e tale che queste arti di vivere costituiscono ciò che Gilbert Simondon ha descritto come processi di individuazione sempre sia psichici che collettivi. \nIn questo senso\, ci metteremo in discussione tornando alla questione della scultura sociale come concepita da Joseph Beuys.
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SUMMARY:Anteprima #CUOREDINAPOLI Montesanto 2020
DESCRIPTION:Sabato 14 dicembre 2019 alle ore 17.00 Anteprima #CUOREDINAPOLI inaugurerà\, con una festa itinerante\, con dispositivi sonori relazionali e con l’installazione della scultura “Cuore” sulla Stazione della Cumana\, il progetto artistico che il Corso di Nuove Tecnologie dell’Arte dell’Accademia di Belle Arti di Napoli realizzerà la prossima primavera a Montesanto\, coinvolgendo abitanti\, commercianti e passanti per la costruzione di un territorio comune. \nTrovi tutte le informazioni utili qui. \n 
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SUMMARY:Domenico Parisi al MACRO Asilo su “Simulazione. L’intelligenza artificiale come apprendimento al (del) futuro post-human”
DESCRIPTION:Domenica 15 dicembre\, alle ore 18\, alla Stanza delle Parole del MACRO Asilo\, Carlo Infante conduce l’incontro con Domenico Parisi su “#Simulazione. L’intelligenza artificiale come apprendimento  al (del) futuro post-human” \nUn’occasione rara per parlare con Domenico Parisi \, uno di quelli che ha aperto il dibattito sull’Intelligenza Artificiale decenni fa al CNR\, del “post-human world”. \nAffronteremo l’incognite di un mondo che oggi sta nascendo e in cui ci sono cose che sono simili agli esseri umani ma che\, diversamente dagli esseri umani\, non sono state fatte dalla natura ma dagli esseri umani stessi. Questo è reso possibile dall’esistenza del computer perchè è mediante il computer che gli esseri umani creano cose simili a loro. Si parlerà delle diverse manifestazioni del “post-human world” e dei suoi aspetti positivi e negativi. “Gli esseri umani simulati prenderanno il posto degli esseri umani reali?”. \nUna precisazione  rispetto al titolo: Nel momento in cui diciamo “apprendimento al (del) futuro” intendiamo l’apprendere come un divenire e non solo acquisizione di elementi tratti da un sapere già consolidato. Ci piace pensare questo apprendimento come un processo evolutivo per andare al futuro\, coltivando una “predisposizione a”… \ne ancora: il fatto di scegliere come parola-chiave simulazione rivela una delle lezioni più nette  acquisite da Domenico Parisi: Simulare il possibile al di là del reale può servire a capire il reale\, perché creando il possibile si allarga il campo di fenomeni con i quali mettere alla prova le nostre ipotesi e le nostre teorie sul reale. \nGià nel 2005 Domenico Parisi pose il suo programma di ricerca sulla Vita Artificiale al CNR in antitesi con quello dell”Intelligenza Artificiale classica. \nLo fece identificando almeno 12 differenze tra la nuova e la vecchia IA: \n1) Mentre l”IA classica segue un approccio top down al modellamento dell”intelligenza -concentrandosi su aspetti quali linguaggio e ragionamento -la Vita Artificiale cerca di modellare aspetti propiocettivi quali la sensibilità corporea e l”emozione \n2) Se l”IA classica fonda il suo programma di ricerca sul principio funzionalista della realizzabilità multipla ignorando deliberatamente il sostrato neurologico\, la Vita Artificiale si ispira al funzionamento del sistema nervoso attraverso lo studio delle reti neurali \n3) L”IA classica non considera nei suoi studi il corpo del sistema artificiale\, mentre la Vita Artificiale colloca il sistema artificiale in un contesto ecologico per studiarne il comportamento in modo globale \n4) L”IA classica considera solo l”intelligenza degli uomini\, invece la Vita Artificiale si interessa all”intelligenza di tutte le specie viventi \n5) Mentre l”IA classica ha una visione sincronica del suo oggetto di studio\, la Vita Artificiale sviluppa anche una visione diacronica attraverso le simulazioni con gli algoritmi genetici \n6) Mentre l”IA classica è ricerca applicativa\, la Vita Artificiale è ricerca pura \n7) La Vita Artificiale rifiuta il computazionalismo e l”IA forte -non considerando le menti solo dei programmi \n8) L”IA classica modella il comportamento per compartimenti stagni\, invece la Vita Artificiale studia il comportamento in modo unitario e olistico \n9) Se l”icona dell”IA classica è il computer\, l”icona della Vita Artificiale è il robot \n10) Se per l”IA classica il computer è il modello della mente\, per la Vita Artificiale è solo uno strumento di verifica delle teorie \n11) L”IA classica nasce con il primo cognitivismo fondato sull”intreccio di filosofia analitica\, linguistica e psicologia\, invece la Vita Artificiale si ispira alle “nuove scienze cognitive” e agli studi di neuroscienze\, biologia evoluzionista\, fisica e matematica \n12) L”IA classica è raziocentrica\, occidentocentrica e antropocentrica per il fatto di studiare l”intelligenza solo in quanto un misto di logica e linguaggio\, la Vita Artificiale studia l”intelligenza con un approccio bottom-up\, ed è aperta alla considerazione di tutti gli attributi dell”agire intellettivo. \n(da Sistemi Intelligenti\, 2005)
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SUMMARY:Entrepreneurship\, Work and Action in the Anthropocene Workshop
DESCRIPTION:The world needs changing. Virtually all serious observers agree that if we go on like this\, the future will be grim. But what to change the world into? As of yet\, nobody has envisioned a viable alternative to a social model in what appears to be terminal decline\, much less any realistic strategy for confronting an ecological crisis of potentially game-changing dimensions. Indeed change seems to happen in novel and as of yet unexplored ways. Collective organizations held together by strong social bonds and enduring commitments are replaced by ‘connective’ manifestations of loosely connected individuals and groups that and partake in momentary intensities\, like FridaysForFuture. \nThe old distinction between work and civic action is collapsing as more and more people understand their economic activities to have civic or political implications as well. Entrepreneurship\, always a feature of social movements is now becoming the main way to ‘change the world’ as social enterprise along with new technologies\, like blockchains empower a new ‘industrious’ economy oriented to civic as well as economic goals. Progressive perspectives are replaced either by apocalyptic vision of civilizational collapse or a turn to the immanent practice of everyday survival\, possibly with a hint of nostalgia for a\, by now \, long lost modernity. \nThis two day workshop wants to create a space for reflection on the changing relation between entrepreneurship\, work (or economic activity more generally) and civic or political action. We want to explore what is going on\, and where it might lead us. It features invited book presentations as well as four plenary sessions featuring four papers each where we invite scholars to present their work in progress. \nThe plenary sessions are: \n– Organizing for the Climate\, new forms of political mobilization in the (early) Anthropocene \n– Blockchains\, Industry 4.0 and the political promises of technology. \n– Social Innovation as practice and Ideology. \n– What lies ahead\, the future between hope\, despair and nostalgia. \nMore info>>>https://sites.google.com/view/digitalfutures/home \n 
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SUMMARY:XII Congresso Nazionale AIS - Associazione Italiana di Sociologia Sociologia in Dialogo: algoritmo\, cervello\, valutazione
DESCRIPTION:Dal 23 al 25 gennaio 2020\, presso il Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università degli Studi di Napoli Federico II si terrà il XII Congresso Nazionale dell’AIS – Associazione Italiana di Sociologia\, presieduta da Enrica Amaturo\, dal titolo Sociologia in Dialogo: algoritmo\, cervello\, valutazione. \nIl Congresso pone al centro del dibattito una nuova alleanza tra il sapere sociologico\, le neuroscienze\, la data science e i processi di valutazione\, che possono costituire buoni campi di prova per un dialogo interdisciplinare. Per riaffermare la centralità del patrimonio concettuale e metodologico della sociologia è infatti necessario un dialogo con le scienze oggi in ascesa\, ridefinendo un campo comune di discussione e di analisi nel quale lavorare congiuntamente con l’obiettivo di una conoscenza scientifica che non può più essere unilaterale. \nIn un mondo che cambia sempre più rapidamente\, il sapere sociologico è indispensabile per comprendere le trasformazioni e costruire una società consapevole\, capace di leggere e interpretare le nuove fonti e forme di disuguaglianza\, stratificazione e potere indotte dalle innovazioni tecnologiche\, e di indagare sulla comprensione dei meccanismi anche neurologici alla base del comportamento sociale. \nIl Congresso prevede tre giorni di incontri\, dibattiti\, sessioni plenarie\, sessioni parallele e tavole rotonde sulle connessioni tra sociologia\, informatica\, neuroscienze e ingegneria gestionale\, con approfondimenti tematici sul ruolo degli algoritmi\, del cervello e dei processi di valutazione nella società contemporanea\, con la partecipazione di relatori esperti e della comunità sociologica italiana e internazionale. \nIl Congresso si apre giovedì 23 gennaio alle 14.30 presso l’Aula Magna Storica dell’Università Federico II di Napoli con i saluti istituzionali di Arturo De Vivo\, Rettore dell’Ateneo federiciano\, Lucio D’Alessandro\, Rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli\, Stefano Consiglio\, Direttore del Dipartimento di Scienze Sociali\, Luigi De Magistris\, Sindaco di Napoli e Vincenzo De Luca\, Presidente della Regione Campania. Presiede Vincenzo Cesareo\, Università Cattolica del Sacro Cuore. \nLa prima sessione plenaria del Congresso\, alle ore 15.00\, dal titolo “L’algoritmo: Sociologia e Informatica”\, ha come filo conduttore il dialogo interdisciplinare tra sapere sociologico e informatico. Il contributo della sociologia allo sviluppo della scienza dell’informazione e dei dati\, infatti\, risulta indispensabile per la produzione di contenuti e la capacità di analisi del web\, dei suoi significati e delle modificazioni che produce nella vita associata e nella società nel suo complesso. La sessione prevede gli interventi di Davide Bennato\, Università degli Studi di Catania\, Giovanni Boccia Artieri\, Università degli Studi di Urbino Carlo Bo\, Antonio Pescapè\, Università degli Studi di Napoli Federico II\, e Walter Quattrociocchi\, Università Cà Foscari di Venezia. Seguono gli interventi programmati di Biagio Aragona\, Università degli Studi di Napoli Federico II\, Renato Grimaldi\, Università degli Studi di Torino\, e Linda Lombi\, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Presiede Alessandro Bruschi\, Past-President dell’AIS. \n  \nVenerdì 24 gennaio\, alle ore 11.00\, si tiene la seconda sessione plenaria del Congresso\, dal titolo “Il Cervello: Sociologia e Neuroscienze”\, incentrata sulla reciproca influenza tra gli studi sociologici e quelli che afferiscono al campo delle scienze cognitive e le neuroscienze. La comprensione di come gli studi sociali\, e in special modo quelli su cultura\, comunicazione e media\, possano attingere agli studi sul cervello umano e viceversa\, è il tema cardine della sessione\, che ha l’obiettivo di ricavare utili e nuove prospettive di ricerca e di conoscenza. Sono previsti gli interventi di Vittorio Gallese\, Università degli Studi di Parma\, Federico Neresini\, Università degli Studi di Padova\, e Sergio Manghi\, Università degli Studi di Parma. Presiede Giandomenico Amendola\, Past-President dell’AIS. \nAlle ore 15.00 segue la terza sessione plenaria\, dal titolo “La Valutazione: Sociologia e Ingegneria gestionale”\, dedicata allo studio dei processi di valutazione\, oggetto disciplinare della sociologia\, che si arricchisce sempre di più del sapere ingegneristico-gestionale. La riflessione prova ad esplorare nuove possibili vie comuni per l’individuazione di un quadro condiviso e accettato per la valutazione della qualità\, soprattutto nell’ambito dei processi formativi. La sessione prevede gli interventi di Andrea Bonaccorsi\, Università di Pisa\, Roberto Moscati\, Università degli Studi di Milano Bicocca\, Mauro Palumbo\, Università degli Studi di Genova. Seguono gli interventi programmati di Ambrogio Santambrogio\, Università degli Studi di Perugia\, Mita Marra\, Università degli Studi di Napoli Federico II\, e Davide Borrelli\, Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Presiede Paola Di Nicola\, Past-President dell’AIS. \nIl Congresso si chiude sabato 25 gennaio con un confronto internazionale\, dal titolo “The regime of knowledge in a global world. The case of social sciences”\, presieduta da Roberto Cipriani\, Past-President dell’AIS. Intervengono Enrica Amaturo\, Presidente dell’AIS – Associazione Italiana di Sociologia\, Sari Hanafi\, Presidente dell’ISA – International Sociological Association\, e Marta Soler-Gallart\, Presidente dell’ESA – European Sociological Association. \nI lavori si chiudono con l’elezione dei nuovi organi direttivi dell’AIS. \nProgramma \n23 Gennaio 2020 \nOre 14:30 – Apertura del Convegno e Saluti istituzionali\nPresiede: Vincenzo Cesareo \nArturo De Vivo\, Rettore Federico II di Napoli\nLucio D’Alessandro\, Rettore Suor Orsola Benincasa di Napoli \nStefano Consiglio\, Direttore del Dipartimento di Scienze Sociali Federico II di Napoli\nLuigi De Magistris\, Sindaco di Napoli\nVincenzo De Luca\, Presidente della Regione Campania \nOre 15:00-17:00 – Sessione plenaria “L’Algoritmo: Sociologia e Informatica”\nPresiede: Alessandro Bruschi\nIntervengono:\nDavide Bennato\, Catania\nGiovanni Boccia Artieri\, Urbino Carlo Bo\nAntonio Pescapè\, Federico II\nWalter Quattrociocchi\, Venezia Ca’ Foscari\nInterventi programmati: Biagio Aragona (Federico II)\, Renato Grimaldi (Torino)\, Linda Lombi (Cattolica del Sacro Cuore di Milano) \nTavola Rotonda “La comunicazione nell’era digitale”\nModera: Francesco Giorgino (Giornalista e Professor of Practice\, Luiss School of Government)\nIntervengono:\nEnrica Amaturo (Presidente AIS)\nAdam Arvidsson (Federico II)\nDavide Bennato (Catania)\nGiovanni Boccia Artieri (Urbino Carlo Bo)\nMauro Calise (Federico II)\nMarco Delmastro (AgCom)\nMario Morcellini (AgCom)\nLello Savonardo (Federico II) \n24 gennaio 2020 \n11:00-13:00 Sessione plenaria “Il Cervello: Sociologia e Neuroscienze”\nPresiede:\nGiandomenico Amendola (Past-President AIS)\nIntervengono:\nVittorio Gallese (Parma)\nFederico Neresini (Padova)\nInterventi programmati: Sergio Manghi (Parma) \n15:00-17:00 Sessione plenaria “La Valutazione: Sociologia e Ingegneria Gestionale”\nPresiede:\nPaola Di Nicola\nIntervengono:\nAndrea Bonaccorsi (Pisa)\nRoberto Moscati (Milano-Bicocca)\nMauro Palumbo (Genova)\nInterventi programmati:\nAmbrogio Santambrogio (Perugia)\nMita Marra (Federico II)\nDavide Borrelli (Suor Orsola Benincasa) \n25 gennaio 2020 \n10:00-12:00 Sessione congiunta AIS/ESA/ISA “The regime of knowledge in a global world. The case of social sciences”\nPresiede:\nRoberto Cipriani\nIntervengono:\nEnrica Amaturo (Presidente AIS)\nSari Hanafi (Presidente ISA – International Sociological Association)\nMarta Soler-Gallart (Presidente ESA – European Sociological Association) \nLink al programma completo: https://www.ais-sociologia.it/uploads/2019/07/napoli2020-programma.pdf \nComitato Scientifico: Enrica Amaturo (Presidente)\, Paola Borgna\, Rita Bichi\, Carmelo Bruni\, Consuelo Corradi\, Teresa Grande\, Rolando Marini\, Lorenzo Migliorati\, Giuseppe Moro\, Mara Tognetti Bordogna. \nComitato organizzatore: Biagio Aragona\, Maria Rosaria Berardi\, Amalia Caputo\, Anna Cocozza\, Cristiano Felaco\, Rosanna Marino\, Francesco Marrazzo\, Lorenzo Migliorati\, Gabriella Punziano\, Barbara Saracino\, Lello Savonardo. \nMedia relations: Lello Savonardo\, Rosanna Marino \nDipartimento di Scienze Sociali \nUniversità degli Studi di Napoli Federico II \nE-mail: savonard@unina.it / rosanna.marino@unina.it \nTel: 081-2535815
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SUMMARY:Blockchain for Social Change - Promises and Possibilities
DESCRIPTION:Ledger Naples Bootcamp | opening session \nSpeakers:\nAdam Arvidsson\nDenis (Jaromil) Roio\nGiulio Quarta\nMariacristina Sciannamblo\nStamatia Portanova\nTiziana Terranova \nWed 4th March 2020\, h 17.00\nAula T-2\nDipartimento di Scienze Sociali – Università di Napoli Federico II\nVico Monte della Pietà 1 \nLedger project\nhttps://ledgerproject.eu/\nNGI program\nhttps://www.ngi.eu/ \nThis project has received funding from the European Union’s Horizon 2020 research and innovation programme\, under grant agreement number 825268
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SUMMARY:Presentazione del libro "Fabbrica Futuro"
DESCRIPTION:Il 5 marzo alle ore 18.00 si terrà\, presso la Fondazione Saccone\, la presentazione del libro di Marco Bentivogli e Diodato Pirone “Fabbrica futuro”. Lavoro\, contratti smart\, azienda a bassa gerarchia\, rivoluzione della mobilità\, tecnologie\, FGA\, gli operai 4.0 e l’Italia nell’era post-Marchionne. Egea Editore (2019).  \nIl libro racconta il caso Fiat-FCA dal punto di vista del lavoro in fabbrica: come si lavora in concreto lungo le linee di montaggio di un moderno plant automobilistico italiano\, nei suoi aspetti positivi e nelle sue contraddizioni. Nell’immaginario collettivo quegli stabilimenti sono ancora “fabbriche inferno” mentre nella realtà sono paragonabili a sale chirurgiche. La realtà riferisce di una drastica compressione della fatica che si sta traducendo anche in un incremento dello “stress” mentale degli operai 4.0\, chiamati a una maggiore attenzione e a far funzionare la mente e non solo le mani. In queste fabbriche sta crollando il muro fra lavoro manuale e intellettuale e nuove competenze stanno ricomponendo le mansioni di lavoratori e “capi”. Dal libro emerge anche il messaggio “politico”\, rivolto implicitamente all’Italia immobile\, di una rivoluzione culturale frutto della nuova visione dell’azienda e del coraggio di una parte del sindacato. Un’azienda ben nota per la sua catena di comando rigidamente verticale e militarista si sta trasformando\, fra mille difficoltà\, in un’impresa orizzontale o a bassa gerarchia. Nella fabbrica FCA verticalismo e paternalismo sono oggi sostituiti da un’ampia responsabilità diffusa\, non per generosità gratuita\, ma per una nuova cultura industriale che deve saper cogliere la sfida reciproca tra le parti sociali sulla partecipazione dei lavoratori.  \nLa presentazione vedrà la presenza di uno degli autori\, Diodato Pirone (Giornalista de Il Messaggero\, si occupa di economia e di politica. Ha seguito l’evoluzione dei grandi sistemi industriali e i temi legati alla macroeconomia ed ha analizzato i sistemi elettorali e il consenso politico. Da sempre appassionato di fabbrica\, ha dedicato tempo e attenzione all’evoluzione del lavoro nella manifattura. Fra le sue pubblicazioni ha scritto per la rivista Il Mulino un saggio su Sergio Marchionne) e il supporto di alcuni membri del CTS\, Francesca Cocco\, Biagio Crescenzo e Antonluca Cuoco\, promotore tra l’altro dell’iniziativa.
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SUMMARY:Realismo digitale
DESCRIPTION:9-11 marzo 2020\, ore 16\n \n\n\nRealismo digitale\n \nLunedì 9 marzo 2020\nLa rete delle cose e l’ontologia della realtà aumentata \nEnrico Schirò \nMartedì 10 marzo 2020\nStereotipia e frammentazione nell’individuazione digitale \nMarco Pavanini \nMercoledì 11 marzo 2020\nGlobal post-media warming e raffreddamenti simbiotici \nVincenzo Cuomo \nhttps://www.iisf.it/
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SUMMARY:PinkTechPower: combattere i pregiudizi
DESCRIPTION:In Fondazione Saccone arriva Rosadigitale con il petalo “PinkTechPower: combattere i pregiudizi”. Rosadigitale è un’associazione senza scopo di lucro per le pari opportunità di genere in ambito tecnologico il cui motto è “The conquest is information”. \nLa conquista è informazione vuol dire che affinché una persona possa avere successo nella Scienza e nella Tecnologia non è importante il genere (donna e uomo) ma le competenze\, l’informazione corretta\, la creatività\, la capacità di relazionarsi con gli altri. \nOgni anno\, nel mese di marzo\, mese in cui si celebra la giornata internazionale della donna\, i referenti Regionali\, supportati dai collaboratori\, organizzano eventi chiamati “petali” per sensibilizzare imprendi- tori\, insegnanti\, ragazzi\, bambini e genitori\, donne\, uomini\, sulle pari opportunità di genere attraverso l’informazione. A Marzo del 2019 sono stati realizzati più di 1311 eventi sparsi in tutta Italia e in alcuni paesi esteri\, tra cui: l’America\, Canada\, Ucraina\, Turchia\, Serbia\, Algeria\, Bulgaria\, Spagna. \nQuest’anno la “Settimana Rosadigitale”\, alla sua 5a edizione\, con il petalo salernitano “PinkTechPower”: combattere i pregiudizi”\, si rivolge a tutte le imprenditrici\, imprenditori\, startupper\, consulenti\, professionisti\, insegnati e studenti per raccontare la storia di 4 fantastiche donne perché siano di ispirazione e motivazione per tutti. \nTalvolta\, infatti\, il modo migliore di trovare la motivazione per avviare un progetto è guardare alle donne che\, come noi\, avevano una passione e sono riuscite a trasformarla in una attività professionale o in una storia imprenditoriale. \nSpesso tendiamo a vedere le persone di successo\, come se il successo lo avessero sempre avuto\, dimenticandoci che anche loro hanno pur dovuto iniziare e perseverare\, anche loro hanno dovuto impegnarsi e compiere le scelte corrette\, per arrivare dove sono arrivate. \nLe nostre speaker: Luciana De Fino\, Andreina Serena Romano\, Amata Mercurio\, Annamaria Schena\, sono protagoniste non solo perché persone positive e motivanti\, ma anche perché hanno investito\, tutte\, in un percorso ad alta specializzazione nel mondo del digitale\, dell’imprenditoria e della tecnologia e della scienza in diversi settori di applicazione: dalle Smart City e Smart Mobility ai droni\, dalla consulenza e supporto al trasferimento tecnologico al fashion tech\, dall’astronomia alla realtà aumentata e tecnologie ICT per il settore medico. \nDonne che possono raccontarci della differenza tra essere imprenditrici\, manager\, ricercatrici o professioniste svolgendo attività in settori di applicazione diversi tra loro\, ma accomunate dalla stessa determinazione\, passione per l’innovazione\, voglia di fare impresa e contribuire allo sviluppo e alla crescita del proprio territorio. \n\nEvento organizzato da Rosadigitale in collaborazione con Fondazione Saccone\, Gruppo Servizi Innovativi e Tecnologici e Comitato Femminile Plurale di Confindustria Salerno\, Dipartimento di Scienze Aziendali – Management & Innovation System (DISA-MIS) e Dipartimento di Studi Politici e Sociali (diSPS) dell’Università degli Studi di Salerno e Liceo Classico “T. Tasso” Salerno. \nScarica qui il programma nel dettaglio. \nPer partecipare è necessario compilare il form.
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SUMMARY:Speciale TG1
DESCRIPTION:Con l’emergenza Coronavirus gli italiani stanno balzando nell’Onlife: la vita nell’era digitale che non scinde più tra online e offline. La distanza apparente che abbiamo dal mondo chiusi come siamo nelle nostre case ma inesorabilmente immersi nel flusso di dati dell’infosfera. \nL’Oriente (Cina\, Singapore\, ma soprattutto le democratiche Corea e Taiwan) grazie a tecnologia e tracciabilità hanno in pochissimo tempo usato i dati dei cittadini per rallentare la diffusione del contagio. \nIn Europa stiamo per essere tracciati dai Governi per arginare il virus? \nIn Europa come si procede alla creazione della società digitale tutelando i dati sensibili? \nQuali le implicazioni della cessione dei dati alle aziende straniere (non avendo piattaforme europee competitive)? \nAnche se potrebbe sembrare troppo tardi\, forse è invece proprio questo il momento di mettere in campo tutto quello che ci stiamo dicendo da tempo. \nCi sono due condizioni necessarie (che poi sono le stesse che ci hanno fatto arrivare qui così come stiamo): un coordinamento forte del Ministero per l’Innovazione e\, dall’altra parte\, un’azione del sistema pubblico\, a partire dalle partecipate che sono (o possono essere) una risorsa enorme.  \nCreare un’unità di crisi ora ci porterebbe domani ad avere un nuovo disegno istituzionale mettendo a valore tutte le infrastrutture istituzionali di cui ci siamo dotati e che potrebbero tornare\, oggi più che mai\, ad avere un valore e anche a produrre un valore nuovo per il Paese. \nServono due ingredienti necessari: superare egotismi da prime donne e agire un coordinamento deciso. \nNe saremo all’altezza? Speriamo di sì. E’ necessario: vivere le OTT in maniera acritica sarà la scorciatoia ora che ci farà rimpiangere domani di non aver fatto la fatica di lavorare insieme. \nSarà il tema che verrà approfondito questa sera allo Speciale tg1\, ore 23.30 su Raiuno di Barbara Carfagna montaggio Federico Giorgi tra gli ospiti anche il nostro direttore scientifico Alex Giordano (Università Federico II° di Napoli)  insieme al contributo della Ministra dell’Innovazione Paola Pisano e   tanti altri scienziati come Joseph Stiglitz Luciano Floridi Leonard Kleinrock Keresti Kaljulaid (presidente dell’Estonia) Geoff Mulgan Fadi Chehadé Shoshana Zuboff Evgenji Morozov Isabella de Michelis Salvatore Iaconesi\, Francesca Bria \, Stefano Pepe Massimo Di Felice. \nhttps://societing.org/wp-content/uploads/2020/03/speciale-tg1-Alex-Giordano-di-Societign4.0.mp4\n 
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SUMMARY:Utopie Situate – Cultural Community Jam
DESCRIPTION:Venerdì 19 Giugno alle 18\, partirà con una LIVE dalla pagina Facebook del Pessoa Luna Park una maratona digitale lunga 3 giorni per ripensare i parchi culturali nel rispetto delle misure post-covid19\, E’ questa la grande sfida lanciata dalla Cultural Community Jam\, la maratona progettuale nazionale ideata e prodotta da Pessoa Luna Park e organizzata in collaborazione con Scostumat*. La Jam\, tutta digitale e gratuita\, si svolgerà dal 19 al 21 giugno prossimi sulla piattaforma Slack con lo scopo di co-progettare un modello inedito e replicabile (open source) di spazio culturale per la collettività. Molteplici saranno i protagonisti dell’iniziativa: non solo chi deciderà di iscriversi e misurarsi con le 5 track da affrontare\, ma anche i tanti esperti e mentor pronti ad ispirare e stimolare con interventi live il lavoro dei team. Saranno\, infatti\, presenti tutti i partner del progetto tra cui Farm Cultural Park\, TLON\, Foqus\, Giffoni Film Festival\, Architecture of Shame\, Convento Meridiano\, Lo Stato dei luoghi\, Onde Alte\, tutti ugualmente impegnati in prima persona nel tavolo di discussione aperto ormai da mesi. Le 5 proposte vincitrici saranno inoltre alla base dei progetti esecutivi dei futuri parchi culturali e la prima sperimentazione è già programmata per il prossimo luglio al Pessoa Luna Park. \n>>> Leggi di più
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