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SUMMARY:#NoiSiamoAmbiente: Pratiche Ecosostenibili al Dipartimento di Scienze Sociali di Napoli
DESCRIPTION:Vico Monte della Pietà 1- Napoli \nLunedì 14 Ottobre 2019 \n#NoiSiamoAmbiente \nAcqua potabile pubblica\, raccolta differenziata dei rifiuti e spazi verdi nel Dipartimento di Scienze Sociali \nIsole ecologiche su ogni piano per la raccolta differenziata\, due fontane che erogano acqua ‘buona da bere’ e piante e fiori negli spazi comuni: sono queste le importanti novità che hanno accolto gli studenti del Dipartimento di Scienze Sociali della Federico II\, diretto dal prof. Stefano Consiglio\, al rientro dalla pausa estiva. Un importante primo traguardo che rende finalmente visibili e fruibili gli esiti di un progetto che coinvolge il Dipartimento di Scienze Sociali\, le aziende pubbliche ASIA e ABC e l’Orto Botanico di Napoli. Questi interventi rappresentano il punto di partenza di un percorso che si svilupperà nei prossimi mesi e che riguarderà il rapporto sempre più cruciale che lega la qualità dei servizi pubblici e la sostenibilità ambientale. Il contributo delle Scienze Sociali sarà proprio quello di approfondire questo nesso\, attraverso la ricerca empirica\, la riflessione teorica e il confronto con gli attori istituzionali del territorio. \nLunedì 14 ottobre alle 9\,30 un evento pubblico\, alla presenza del Ministro per l’Ambiente Sergio Costa e del Rettore Gaetano Manfredi\, presenterà i primi risultati e i prossimi passi del progetto #NoiSiamoAmbiente. \nOre 9.30 Cortiletto del Melograno \nOre 9.45 Aula Persico – II piano \nSaluti del Rettore Gaetano Manfredi e del Direttore del Dipartimento Stefano Consiglio \nIntroduce il progetto:  Anna Maria Zaccaria \n10.00   L’Università per la promozione di culture e pratiche di sostenibilità\, a cura degli studenti \n10.15   Il progetto Uninaquam\, Marco Trifuoggi \n10.30   Sinergie istituzionali: ASIA- ABC- ORTO BOTANICO \n10.50   L’educazione all’ambiente\, Lello Savonardo \n11.00   Istituzioni\, Comunità e Ambiente\, Sergio Costa\, Ministro per l’Ambiente \nConclusioni: Stefano Consiglio \nSaluti – Cortile Grande \nScegliamo il bene pubblico\, con il ministro per l’Ambiente Sergio Costa
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SUMMARY:L’ECONOMIA STARTUP È REALMENTE INNOVATIVA?
DESCRIPTION:Paid Off è un game show americano nel quale giovani studenti universitari concorrono per vincere una somma in denaro. Il premio non sarà dissipato per favolose vacanze sull’oceano\, macchine costose o per girare il mondo\, ma piuttosto per ripagare i debiti che gli stessi studenti hanno contratto con le banche per sostenere le costose rette universitarie. L’esplosione della higher education bubble negli US è ormai un fenomeno evidente che pesa sull’economia americana. Il cortocircuito nasce quando questi studenti\, una volta laureati\, entrano nel mercato del lavoro con un debito di migliaia di dollari sulle spalle. Il sogno sarebbe quello di trovare un lavoro ben pagato in qualche grande azienda e pian piano ripagare il debito. Purtroppo\, questo accade sempre di rado e sempre più giovani americani con un alto grado di istruzione si trovano disoccupati e senza la possibilità di poter onorare i propri impegni verso le banche. \nQuali altre possibilità ha quindi la classe disagiata (Ventura\, 2017) tradita dall’idea di un futuro di benessere economico? Nella migliore delle retoriche del self-made man\, se le opportunità non ci sono\, una persona deve crearsele. Ognuno deve essere il capo di sé stesso e se non riuscirai è solo perché non sei stato abbastanza bravo. Diventare imprenditori creando una start-up nel settore tech\, quindi\, sembra essere la scelta più razionale in un contesto di completa incertezza personale e precarietà economica. Questa tipologia di lavoratori esprime una cultura neoliberista basata sul talento e sulla creatività individuali. Gina Neff (2012) li descrive come venture labor\, ovvero una tipologia di occupazioni che esternalizza i costi e i rischi del fare business sugli stessi lavoratori. Tra gli elementi che hanno favorito i processi di imprenditorializzazione dei knowledge workers c’è la diffusione di piattaforme online attraverso le quali acquisire nuove competenze (basti pensare ai video di Youtube su how to…) e l’abbassamento dei requisiti patrimoniali per la creazione di nuove imprese. Questi processi consentono ai lavoratori della conoscenza\, da un lato\, di agire come soggettività imprenditorializzate\, mentre dall’altro\, di trovare condizioni sempre più favorevoli nel creare nuove imprese digitali. \nCompetenze in rapida evoluzione e condizioni di impiego volatili sono d’altronde caratteristiche del modello della Silicon Valley (Benner\, 2008). Le narrazioni prodotte sulle vite di personaggi come Mark Zuckerberg\, Steve Jobs\, Peter Thiel\, Jeff Bezos\, Larry Page e Sergey Brin hanno inoltre rafforzato l’idea che il successo economico può essere raggiunto attraverso un’idea rivoluzionaria. Questi miliardari bohémien non sono solo considerati degli imprenditori di successo\, ma soprattutto degli evangelizzatori dell’ideologia californiana. Una nuova fede imprenditoriale che instilla nei giovani studenti\, lavoratori della conoscenza\, stakeholder politici e investitori finanziari\, un nuovo entusiasmo verso la creazione di nuove attività imprenditoriali altamente innovative e potenzialmente remunerative il cui obiettivo è quello di trasformare il mondo in un posto migliore. \nIn effetti\, questa economia si basa su un potente potere immaginativo\, sulla capacità di ispirare i giovani lavoratori nell’esprimere le proprie attitudini personali attraverso attività imprenditoriali e sul rifiuto della concorrenza che nasconde l’attitudine a generare monopoli commerciali. Le narrazioni della Silicon Valley influenzano l’istituzionalizzazione dell’economia start-up attraverso una dinamica di continua interazione tra il livello semiotico ed extra-semiotico (Jessop & Oosterlynck\, 2008). Queste narrazioni spingono molti start-uppers a lasciare le proprie occupazioni\, a volte anche ben pagate\, nelle grandi aziende perché ritengono che in quel contesto le loro attitudini non sono espresse. Essere imprenditori corrisponde a un desiderio di indipendenza\, piuttosto che a uno status sociale. \nL’innovazione è la chiave attraverso cui questo processo di auto-realizzazione\, economica e personale\, può essere portato a compimento. Solo proponendo un prodotto e un servizio che non esiste ancora sul mercato si ha la possibilità di essere finanziati dagli investitori\, di crescere\, di acquisire nuove fette di mercato ma allo stesso tempo di contribuire al benessere della società. Gli start-upper devono essere smart\, disruptive\, coolness. \nMa la vera questione non è soltanto chi è il più innovativo\, ma soprattutto che tipo di innovazione diffonde il modello della Silicon Valley. È un’innovazione sostenibile? È davvero utile? Alcune dinamiche dell’economia start-up producono\, al contrario\, una normalizzazione delle innovazioni. Le soluzioni innovative sono un clone di prodotti e servizi già esistenti perché è in questo modo che l’incertezza dell’investimento si traduce in rischio finanziario calcolabile. \nInsomma\, l’economia startup è realmente innovativa? \nEstratto tratto da: ‘Le forme dell’innovazione nell’Ideologia Californiana. Le retoriche\, i modelli e le trasformazioni dell’economia startup’\, Luise V.\, 2019\, Milano\, Egea Editore. \nPresentazione del libro Mercoledì 16 Ottobre alle ore 18.00 alla libreria IoCiSto in Via Cimarosa 20 (Piazza Fuga)\, Napoli.
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SUMMARY:GROUNDBREAKERS – RE:MAKING THE FUTURE
DESCRIPTION:GROUNDBREAKERS – RE:MAKING THE FUTURE Giovedì 17 Ottobre – ore 17:45\nVideocittà Ex Caserma Guido Reni\nVia Guido Reni\, 7 – Roma\nDue ore di storie di innovazione\nraccontate da speaker internazionali di grande rilievo\, in un evento spettacolare. Groundbreakers\, pionieri\, apripista:\nsono coloro che lavorano nel presente con ciò che costituirà\nla nostra normalità di domani. \n“Ci sono le buone idee. E poi ci sono quelli che le buone idee le trasformano in progetti e un pezzo alla volta costruiscono il futuro. Invenzioni concrete\, tangibili\, che nascono quando la passione si unisce all’ingegno e soprattutto quando le persone si ispirano a vicenda. La rete e le community mettono in circolo il know-how tecnologico e nascono combinazioni nuove. A “Groundbreakers – Re:making the future” esploreremo un po’ di queste combinazioni: quando il design incontra l’elettronica\, l’industria incontra l’economia\, l’arte incontra la meccanica e l’economia circolare incontra l’etica. Da sette anni crediamo nel potere di quelle persone speciali che chiamiamo makers: quelli che si entusiasmano per i loro progetti e che vedono i problemi come grandi opportunità creative. Perché l’innovazione è quel processo infinito per cui quando s’inventa qualcosa si è ad un nuovo punto di partenza e non ad un punto d’arrivo. Questp è il nostro filo conduttore. \nCi sono quelli che salgono su un palco e le loro storie di innovazione le raccontano per ispirare gli altri: quel palco è Groundbreakers. Vi aspettiamo” \n  \n\n\n\nL’Opening Conference della “Maker Faire Rome – The European Edition” 2019 si svolgerà giovedì 17 ottobre alle 17.45\, nel cuore della Capitale. L’ingresso è libero e consentito fino ad esaurimento dei posti disponibili. E’ comunque richiesta la registrazione attraverso la compilazione del form a questo link. \nTutte le info qui >>> invito-opening
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